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Eridania e Mariella Burani, due volti di una crisi senza fine

Eridania Stabilimento San Quirico

Lo Stabilimento Eridania di San Quirico

Due situazioni simili ma allo stesso tempo diametralmente opposte. La crisi è una delle poche cose che unisce due grandi aziende del territorio come Eridania e Mariella Burani; due realtà di un territorio che sta vivendo un perido nero dal punto di vista economico tant’è che i dati e le statistiche continuano a registrare un segno negativo.

A San Quirico (sede dello stabilimento Eridani) è stato proclamato lo stato di agitazione con blocco degli straordinari e di tutti i turni di lavoro. Le motivazioni dei sindacati sono velenose: “Nessuna risposta da parte dell’azienda sull’integrazione degli ammortizzatori sociali. Nessuna risposta da parte del Governo sugli aiuti al settore bieticolo-saccarifero già messi a bilancio e mai erogati”. Lunedì 1 febbraio si terrà un presidio davanti ai cancelli della fabbrica, che rimarrà ferma, e una delegazione parteciperà alla manifestazione di Bologna. Il Tavolo di Crisi si sposta a Trecasali dove si terrà un consiglio comunale monotematico venerdì 5 febbraio alla presenza dei lavoratori Eridania e di una delegazione dei lavoratori Lesaffre Italia (il lievitificio di San Quirico che utilizza come materie prime il melasso prodotto da Eridania).

Situazione molto complessa anche in casa mariella Burani: ieri è stata depositata una nuova istanza di fallimento nei confronti della holding emiliana-romagnola che in Italia ha circda 2.500 dipendenti, la metà tra Reggio Emilia, Parma, Bologna e Cesena. A presentara l’istanza di fallimento è stata la società Natfood Srl, appartenente al gruppo Bioera. “Abbiamo già proposto,e continuiamo a ribadirlo, l’amministrazione controllata. Siamo contrari all’ipotesi del fallimento dell’azienda” le parole sono quelle di Giordano Giovannini, segretario regionale della Filcem-Cgil. “Voglio salvare i posti di lavoro, e cioè la Mariella Burani Fashion Group – ha detto Walter Burani – Sono certo che salveremo l’azienda, metteremo tutto quello che serve”.

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