Il dramma di Pietro Crisafulli: “Porterò mio fratello a morire in pace in Belgio”
PALERMO – Annuncia di portare tra qualche giorno il fratello in Belgio per poterlo fare morire “in pace” con l’eutanasia. E’ la dichiarazione choc fatto da Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore Crisafulli, l’operaio risvegliatosi dal coma, dopo un gravissimo incidente stradale nel settembre del 2003 e oggi in stato vegetativo. Non parla, non muove neppure un muscolo, ma è vivo. A occuparsi di lui sono il fratello Pietro, che oggi dice di essere “stanco” e l’anziana madre. “Porterò Salvatore in Belgio – ha detto intervistato dal Gr regionale Sicilia – e lì metteremo fine a questa agonia”. A dicembre un altro fratello ha avuto un incidente e non si può più occupare di Salvatore Crisafulli. “Io ne uscirò a testa alta – ha detto il fratello – Altri non so. Siamo stati abbandonati da tutti, dalle istituzioni e anche dalla Chiesa”. Dopo l’incidente al fratello, Salvatore Crisafulli si è ulteriormente aggravato: “Soffre, non fa che piangere, anche se non riesce a parlare percepisco la sua grande sofferenza”.

