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Tamara racconta le sue verità: “Agli uomini piacciono le corna”

Tamara BaroniLa “ragazza di Bubi” ha molto da raccontare. Pagine rosa di gialli Parma, un libro da scrivere che non trova editore. Tamara Baroni torna dal passato così, in videoconferenza dal Brasile, per dire la sua verità sugli anni dei playboy, della Dolce vita, e di quelli che lei chiama con spregio “gli industrialotti” che hanno tentato di rovinarle la vita. La sala in vicolo del Medioevo è gremita, tutti vogliono sapere che cosa sta scritto in “Tamara, la parmigiana”, il volumetto shock che nessuno ha voluto pubblicare. “Mi hanno detto che era troppo pericoloso”, ma Achille Mezzadri di Pramzanblog ha avuto l'idea di mettere il plico on line, gratuito e per tutti.

Per chi avesse fame di vicende locali, imperdibili i capitoli 9 e 10: “Il giallo di Parma” e “47 giorni in carcere”. C'è tutto sulla storia con Bubi Bormioli e sul presunto tentativo di ammazzare sua moglie, la contessa Balduino Serra. Con quell'incidente in auto Tamara non c'entrava nulla, ma finì comunque in galera in piazzale San Francesco. “Stavo già con un altro – dice – il viticultore toscano Erik Banti, e non avevo alcuna intenzione di tornare con Bormioli”. Gli inquirenti avevano percorso la pista della gelosia, ma dalla platea i fan di Tamara (sono tanti, ancora oggi) sussurrano che lei era la più bella di Parma, che tutto sia iniziato dall'invidia per le sue gambe da capogiro fasciate in stivali a mezza coscia. Lei conferma: “Avevano paura che la vetreria sarebbe finita nelle mie mani, Bubi era effettivamente venuto a Cortina con l'avvocato De Giorgi per chiedere la separazione alla moglie, ma se mi fosse interessato il denaro avrei detto sì al barone von Thyssen. Se avessi voluto il successo avrei detto sì a Fellini”. E ancora di Bubi: “Fedele a lui? Solo per alcuni mesi, ma ho sempre sospettato che agli uomini piacessero le corna. Lui sapeva di Erik, ma prima c'era stato Carlo Dragoni, il più scialacquatore dei playboy”. Su quella scritta che campeggiava sui muri di Parma, Non portare Tamara sulla Miura, la sua verità è un'altra: “No, l'auto non me l'aveva regalata Bubi, bensì Lamborghini, persona squisita ma grezza, per lui il massimo della festa era un panino al salame”. L'hanno corteggiata tutti,  persino Gianni Agnelli “che Fiat o non Fiat era un gran cafone”, dice oggi beffarda e orgogliosa come la Califfa di Bevilacqua.

Dopo tre matrimoni e quattro figli, ora dall'altro capo del mondo scrive poesie, alleva cavalli, nuota ogni mattina per 40 minuti e passeggia sulla spiaggia. E' ancora bella. “Se fossi rifatta lo direi – racconta divertita – ma non è così, il mio segreto è che sono felice: in carcere ho imparato il sapore della libertà”. Moderna Violetta Valery, che si porta dietro un baule zeppo di retroscena. Lo ha aperto: “Sono stata come Cappuccetto rosso in mezzo a una famiglia di lupi: l'ho scritto per tutte le Cappuccetto come me”. Degli industrialotti, Tamara ride ancora, dopo quarant'anni con lo stesso gusto.

(p.br.)

 

LA VIDEOCONFERENZA CON TAMARA BARONI (clicca qui per vedere il video)

 

SCARICA QUI IL LIBRO COMPLETO:
http://tamara-ebook.s3.amazonaws.com/tamara_la_parmigiana.pdf
(Autore: Tamara Baroni, Fonte: www.tamaralaparmigiana.com)

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