Blocco del traffico, Vignali: “Ha un senso solo se si affrontano i problemi strutturali”
Commercianti contrari ma comune favorevole. L'idea di bloccare totalmente il traffico domenica 28 febbraio in tutto il Nord-Italia (Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto) proposta dal sindaco di Milano Letizia Moratti che si discuterà domani al tavolo "anti-smog" nella sede del comune di Milano alla presenza di tutti gli amministratori (o rappresentanti) delle città coinvolte, che cercheranno di trovare un punto d'incontro per avviare un progetto comune in tutta la Val Padana.
Come buona parte dei comuni coinvolti, a parte alcune eccezioni, come Treviso dove preferirebbero potenziare i servizi pubblici, e Verona, dove ci sarà già il fermo delle auto domenica a causa della maratona, Parma si è mostrata più che favorevole, come confermato prima di tutti dal sindaco Pietro Vignali in una dichiarazione rilasciata a "Il Sole 24 Ore" sull'argomento: "Può avere un senso, ma solo se si affrontano i problemi strutturali. Penso alla logistica, penso alle strade e al tratto di autostrada che attraversa i grandi centri dell'Emilia-Romagna. Da qui passano centinaia e centinaia di camion ogni ora. Parma di sicuro non si tirerà indietro: da anni stiamo puntando sulla mobilità sostenibile, sul ciclabile, sul potenziamento del trasporto pubblico locale. Si pensi a tal proposito che in media circa 95mila nostri cittadini usano prevalentemente i mezzi pubblici, su un totale di 170mila abitanti".
La nostra città a Milano sarà domani rappresentata dall'assessore all’Ambiente Cristina Sassi, che ha dichiarato: “Non siamo contrari ai blocchi se sono supportati da interventi strutturali su tutte le forme di inquinamento che incidono sulle Pm10, compreso, per esempio, quello prodotto dal riscaldamento domestico, che secondo gli esperti, rappresenta da solo un terzo delle emissioni". Proprio per questo la Sassi ha dichiarato che "prossimamente a Parma saranno avviati controlli alle caldaie, affinché si assicuri la sicurezza dell'impianto".
g.m.g.

