Guarneri (Altra Politica) interviene sul ricorso al Tar di venti imprese edili
"A fronte della notizia del ricorso presentato da venti imprese edili di Parma contro il “contributo perequativo” alla città pubblica, la risposta dell’assessore all’urbanistica Manfredi alle osservazioni delle opposizioni è stata che il meccanismo perequativo applicato dalla Giunta è previsto dalla legge regionale e che il comportamento della minoranza, è “stucchevole” e contrario a “un sistema che favorisce il miglioramento della città pubblica attraverso, ad esempio, l’acquisizione di aree verdi e la realizzazione di infrastrutture pubbliche”. Come a dire: la minoranza bieca e un poco tonta, pur di essere contro, non sarebbe neanche in grado di leggere le norme e di riconoscere qual è il bene per la città.
Il punto su cui l’Amministrazione è chiamata politicamente a rispondere è relativo alle modalità con le quali ha deciso di applicare il meccanismo perequativo previsto dalla Legge regionale: sia per quanto riguarda l’entità degli oneri richiesti, sia per quello che concerne la decisione di inserire nel Piano Operativo Comunale per l’anno 2010 un numero enorme di aree tra quelle previste nel Piano Strutturale Comunale, lo strumento che regola la programmazione urbanistica cittadina di medio-lungo periodo. Per farla breve: ciò che era stato programmato di costruire in un lasso di tempo di 10/20 anni si è deciso di immetterlo sul mercato tutto in una volta e, per di più, proprio in un momento in cui il mercato dell’edilizia è particolarmente in difficoltà. Questo ha risposto unicamente al motivo di fare cassa, tanto che l’entrata prevista a bilancio è di circa 29 milioni di euro. Ma se quei soldi non entrassero, o se il TAR riconoscesse le ragioni dei ricorrenti e si dovessero ridurre le entrate, che succederebbe alle casse comunali, che ad onta delle tante rassicurazioni, sono tutt’altro che in floride condizioni? E soprattutto, è davvero pensabile, anche qualora il giudizio del TAR fosse favorevole al Comune, che in questa fase economica tutte le imprese edili possano sobbarcarsi quegli oneri, o non è vero forse che potrebbero farlo solo in poche, concentrandosi così le aree solo nelle mani di qualcuno? La legge regionale parla sì di oneri perequativi, ma chiarisce che l’applicazione di questi nell'ambito di specifici accordi non deve creare danno a terzi e come potrà essere rispettata la legge se nei fatti l’Amministrazione avrà messo solo alcuni nelle condizioni di intervenire? E chi pagherà i maggiori costi delle costruzioni se non i cittadini quando cercheranno di acquistare casa? Quanto all’acquisizione di aree verdi con i proventi della perequazione chiederei all'assessore che per il futuro non abbia a ripetersi una proposta come quella formulata qualche tempo fa dalla Giunta: acquistare il Parco Ferrari, un’area statale già di uso pubblico e già vincolata e usata come verde pubblico. Se non fosse stato per le tanto vituperate opposizioni alcuni milioni di euro sarebbero usciti dalle casse comunali per un’area già di fatto nostra. Speriamo per il futuro che l’Amministrazione sappia almeno scegliere meglio le opere da fare".
Maria Teresa Guarnieri
Altra Politica

