Consumi in calo, meno investimenti: nel 2009 il Pil italiano crolla del 5% annuo
Il pil italiano nel 2009 e' calato del 5%. E' il dato definitivo dell'Istat. Nel 2009 il valore del Pil ai prezzi di mercato e' stato pari a 1.520.870 milioni di euro correnti, con una diminuzione del 3,0 per cento rispetto al 2008. Il Pil nel 2009, espresso ai prezzi dell'anno precedente, e' diminuito del 5,0 per cento.
I dati finora disponibili per gli altri paesi indicano per il Pil una diminuzione in volume del 2,2 per cento in Francia, del 2,4 per cento negli Stati Uniti e del 5,0 per cento in Germania, Regno Unito e Giappone. In Italia, la diminuzione del Pil, accompagnata da un calo del 14,5 per cento delle importazioni di beni e servizi, ha determinato una riduzione delle risorse disponibili pari al 7,2 per cento.
Dal lato degli impieghi si evidenzia una contrazione in termini reali dell'1,2 per cento dei consumi finali nazionali (meno 1,8 per cento per la spesa delle famiglie residenti, piu' 0,6 per cento per la spesa delle Amministrazioni pubbliche, piu' 1,1 per cento per le Istituzioni sociali private – Isp). La flessione dei consumi privati interni e' stata pari all'1,9 per cento. Gli acquisti all'estero dei residenti sono diminuiti del 3,9 per cento, mentre le spese sul territorio italiano effettuate da non residenti sono diminuite del 7,4 per cento.
Gli investimenti fissi lordi hanno mostrato una contrazione del 12,1 per cento, la quale e' il risultato di flessioni che hanno riguardato tutte le tipologie di beni capitali: i macchinari e attrezzature (meno 18,4 per cento), le costruzioni (meno 7,9 per cento), i mezzi di trasporto (meno 15,2 per cento) e i beni immateriali (meno 5,4 per cento). Le esportazioni di beni e servizi hanno registrato una diminuzione del 19,1 per cento.
Dal punto di vista della formazione del prodotto, il valore aggiunto e' diminuito, ancorche' a tassi differenziati, in tutti i settori dell'economia: agricoltura, silvicoltura e pesca (meno 3,1 per cento), industria in senso stretto (meno 15,1 per cento), costruzioni (meno 6,7 per cento) e servizi (meno 2,6 per cento). Un contributo negativo alla variazione del Pil e' venuto dalla domanda nazionale al netto della variazione delle scorte (meno 3,5 punti percentuali) e dalla domanda estera netta (meno 1,2 punti percentuali).

