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Il cuore di una galleria controcorrente

L’uomo di Giacometti alto, sottile, plastico, cammina trascinando le sofferenze della vita e Merce Cunnigham, nel giardino vicino a lui fa stretching e prepara la sua performance. Mirò incontra Duke Ellington e Chagall ascolta Ella Fitzgerald. Non è un sogno, è l’universo creativo unico e stupefacente che ruota intorno alla famiglia Maeght e che Ferrara propone a Palazzo Diamanti.
Un appuntamento straordinario per osservare uno spaccato di arte contemporanea, la stupefacente vitalità della galleria aperta a Parigi alla fine della seconda guerra mondiale, un crocevia di libertà, una casa, che ha da subito attirato artisti come Bonnard, Matisse, Braque, Giacometti, Mirò, Calder, già famosi o emergenti. Aimè Maeght, che ha sempre rifiutato di essere un gallerista di tendenza, ha lavorato sulle affinità di poetiche individuali, privilegiando il rapporto umano con i singoli artisti e degli artisti tra loro, dal cui confronto sono nate creazioni collettive. Tra tutte, la Fondazione di Saint Paul de Vence, a cui la mostra dedica l’ultima sezione,  sorta di “opera d’arte totale”, al cui cantiere hanno lavorato in stretta collaborazione con l’architetto Sert, Braque, Calder, Giacometti e Mirò. Una selezione di affascinanti foto storiche racconta la nascita e i momenti della vita del complesso, che vide la stretta collaborazione di Aimé e della sua cerchia di artisti-amici e le “Soirées de la Fondation Maeght”, animate dalla partecipazione di Duke Ellington, Karlheinz Stockhausen, John Cage o Sam Rivers.
La mostra è  divisa in undici sezioni tematiche che hanno come filo conduttore le pubblicazioni periodiche Derrière le miroir, la rivista che accompagnava ogni esposizione con funzione di catalogo, modello di dialogo creativo tra le arti figurative e la scrittura in un rapporto di intelligenze che univa Sartre e Giacometti, Aragon e Chagall, Beckett e Bram van Velde.
Dagli esordi, con gli amici Bonnard e Matisse, che inaugurò con una personale la Galleria nel 1945, a Braque che firmò con Maeght un contratto in esclusiva, a Chagall che vi espose per la prima volta nel 1950, a Bram van Velde e Pierre Tal-Coat o agli emergenti Kelly e Chillida. Una delle sezioni è dedicata ad uno degli episodi che fecero più scalpore, l’esposizione Le Surrealism en 1947, organizzata da Andrè Breton e Marcel Duchamp, un intervento creativo che trasformò completamente lo spazio della galleria. Uomo che cammina I  e Il cane di Giacometti, La faticosa marcia guidata dall’uccello fiammeggiante del deserto, di Mirò, I tre soli gialli, spettacolare scultura mobile di Calder, collocata sul soffitto rinascimentale, salutano i visitatori alla fine di un percorso, completo, di facile lettura, entusiasmante.

DA BRAQUE A KANDINSKY A CHAGALL. AIME MAEGHT E I SUOI ARTISTI

Ferrara, Palazzo Diamanti,
fino al 2 giugno
www.palazzodiamanti.it

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