Regionali, governo valuta ‘leggina’. Napolitano: ”Attento agli sviluppi”
Soluzione politica bipartisan per rimediare a quello che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non ha esitato a definire un "pasticcio". Sarebbe questa la strada sulla quale si starebbe lavorando per consentire al centrodestra di rientrare in gioco, dopo l'esclusione dalle elezioni in Lombardia e nel Lazio. In particolare si starebbe pensando a una legge di iniziativa parlamentare, proposta da tutti i capigruppo, per rinviare le Regionali di un mese o comunque per il tempo necessario a riaprire i termini per consentire a tutti i partiti, anche a quelli attualmente non in corsa, di presentare le candidature.
Non solo. Il provvedimento dovrebbe consentire anche lo svolgimento delle elezioni comunali a Bologna e l'opposizione, come contropartita politica, potrebbe ottenere anche la revisione del regolamento sull'applicazione della par condicio che ha portato alla sospensione dei talk show in campagna elettorale. Al momento comunque ci si continua a muovere nel campo delle ipotesi e non c'è nulla di concreto, ma le dichiarazioni delle ultime ore fanno ritrenere possibile un accordo in questi termini tra maggioranza e minoranza.
Non si può escludere dalla competizione elettorale per una questione di timbri e di firme una forza politica del 40%, avrebbe affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi incontrando alcuni senatori, annunciando anche l'intenzione di affrontare l'argomento con il capo dello Stato. "Stiamo valutando tutto senza protervia, con serenità, con il massimo del buon senso, con il massimo della moderazione, ma con un punto fisso irrinunciabile: la certezza che non è eliminabile il diritto di voto per milioni di italiani che in passato e anche stavolta vorrebbero esprimersi per il centrodestra", ha invece affermato il ministro della Difesa e coordinatore del Pdl Ignazio La Russa.
''Troveremo un sistema per risolvere la situazione. Questa cosa del decreto la dite voi, io ribadisco che troveremo un sistema", le parole del leader leghista Umberto Bossi ai giornalisti.
Ecco quindi che il rinvio attraverso una legge bipartisan, da approvare nel giro di pochi giorni, appare la strada più percorribile. E questo anche per evitare una serie di contenziosi che potrebbero aprirsi all'indomani delle elezioni, con il rischio di annullamenti come avvenuto in passato.
A quel punto, considerando il rinvio di almeno un mese e, calendario alla mano, le festività del 25 aprile e del 1 maggio, la data ipotizzabile per l'apertura delle urne potrebbe essere quella del 9 maggio.
Caute aperture alla possibilità di trovare una soluzione politica sembrano potersi leggere nelle parole del segretario del Pd Pier Luigi Bersani. "Siamo molto preoccupati'' perché ''si è determinato un turbamento della campagna elettorale''. Adesso ''bisogna attendere le decisioni degli organi competenti'', ma di questa situazione ''è responsabile la maggioranza, se ne prendano la responsabilità''. Certo, ''non abbiamo mai pensato di vincere per abbandono degli avversari".
Lo stesso Antonio Di Pietro, che oggi non ha esitato a definire l'ipotesi di un decreto legge come un golpe, ieri aveva espresso l'auspicio che "una soluzione politica si possa trovare perché noi vogliamo vincere le elezioni sul campo". Certamente, la situazione resta fluida e ci si muove in un contesto molto delicato, visto che eventuali mosse sbagliate potrebbero far precipitare definitivamente la situazione.
Sulla questione oggi è intervenuto di nuovo il capo dello Stato e a chi gli chiedeva se fosse preoccupato per la situazione, Giorgio Napolitano ha risposto: ''Preoccupazione è un'importante e pesante parola, ma seguo la situazione nel suo sviluppo e mi pongo i problemi che potranno sorgere''.
Intanto è terminato a Palazzo Grazioli il vertice Pdl-Lega con il premier Silvio Berlusconi, per fare il punto sul nodo delle liste. Il ministro delle Riforme Umberto Bossi ha lasciato la residenza romana del premier intorno alle 16. A Palazzo Grazioli nel pomeriggio si svolgerà l'ufficio di presidenza del Pdl.

