Lega Nord contro Comune. Zorandi: “I soldi per la moschea ci sono, per una famiglia in difficoltà no”
Il triangolo della discordia: Lega Nord, Moschea e Comune di Parma. Attacchi, ricorsi, promesse e polemiche a non finire. Dopo alcune settimane di silenzio il segretario della Lega Nord di Parma Andrea Zorandi è tornato ad attaccare le scelte della giunta Vignali. Parole dure quelle del numero uno della Lega che alimentano ulteriori dubbi e sospetti. "Sui media abbiamo nuovamente letto la vicenda dell’extracomunitario che, avendo perso il posto di lavoro, ha perso anche l’alloggio ed è costretto a vivere con moglie e due figli su un vecchio furgone; a fronte della richiesta di aiuto rivolta al Comune di Parma la risposta dell’amministrazione di Parma è stata: Non ci sono i soldi". Partendo da questo presupoposto Zorandi allarga il proprio discorso alla moschea di via Campanini, ripercorrendo tutta la vicenda e ponendosi delle domande sui benefici concessi all’Associazione islamica di Parma e provincia.
All'Associzione islamica – spiega Zorandi – sono stati concessi i seguenti benefici: concessa (illegittimamente) deroga agli strumenti urbanistici con spreco di tempo e quindi risorse da parte di uffici pubblici; realizzati parcheggi (senza delibera ) per la moschea con spesa dichiarata di 100.000 euro; esonerati dal pagare circa 100.000 euro di costi di costruzione e reperimento standard; cambiate le regole urbanistiche appositamente per permettere alla moschea di rimanere in via Campanini ed eludere la sentenza del TAR con ulteriore spreco di tempo da parte degli uffici pubblici; persino l’Ordine dei Geometri si è così espresso; inserito nel piano triennale lo stanziamento di 200.000 euro per realizzare una strada e nuovi parcheggi per la moschea (terreno che verrà tolto a ditte che lo utilizzano per lavorare). Questo solo per la moschea di via Campanini! Invece per le persone che devono dormire per strada e che rischiamo la salute e “la vita” il Comune dichiara di non poter fare nulla perché mancano i soldi!". Zorandi conclude con alcune riflessioni che i9n realtà sono delle domande rivolte all'amminstrazione comunale: "Quali sono gli interessi che muovono l’amministrazione comunale a regalare tanti soldi a questa comunità? quante persone e/o famiglie in difficoltà si potevano aiutare con i soldi spesi e quelli non incassati nella vicenda della moschea? Perché, nell’ambito dello spirito umanitario con cui è stato firmato il patto di cittadinanza, l’associazione culturale islamica e/o il suo imam non aiutano direttamente un loro fratello in difficoltà? Oggi, in Italia, per esercitare le funzioni di imam è chiesta l'iscrizione obbligatoria ad un albo nazionale istituito presso il Ministero dell'Interno. Tra i requisiti, anche questa volta verificati dal Prefetto, ci sono la conoscenza dell'italiano, un'istruzione superiore, la condivisione della Carta dei valori, non sottoscritta dall’Ucoii, e della Cittadinanza e un attestato di idoneità rilasciato dalla Moschea di Roma. Sono stati verificati queste requisiti dagli organi competenti?".


Di fatti, dovrebbero mettere in primo piano il problema casa e in secondo piano quello della moschea e di qualsiasi altro tipo di inutile culto religioso includendo quello cattolico.
la speculazione della Lega Nord qui riportata sulla vicenda di Neffae e famiglia è squallida,quando mai vi siete interessati delle famiglie sfrattate?solo ora pur dar contro alla moschea…fatevi un esamino di coscienza perchè non solo siete caduti in basso,avete pure iniziato a scavare