Maltempo, Regione chiede stato di emergenza. 38 milioni di danni
In seguito alla grave ondata di maltempo, con forti precipitazioni nevose e mareggiate, che ha colpito tutto il territorio dell’Emilia-Romagna nei giorni 9, 10 e 11 marzo il presidente della Regione Vasco Errani ha chiesto al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, d’intesa con le Province interessate e sentite le Prefetture, la dichiarazione dello stato di emergenza e l’assegnazione di adeguati mezzi e poteri straordinari per effettuare con urgenza gli interventi necessari al ripristino delle normali condizioni di vita nei territori interessati.
"Tale richiesta – ha dichiarato Errani – è resa necessaria dalla gravità del fenomeno e dall’estensione dei territori colpiti, tutta la fascia appenninica regionale da Rimini a Piacenza e tutta la costa da Comacchio a Cattolica, con danni rilevanti in tutta l’Emilia-Romagna. La Regione ha già disposto finanziamenti urgenti per 7 milioni di euro, tesi in particolare al ripristino della viabilità nei comuni montani e ad interventi di difesa della costa, mentre l’azione efficace e tempestiva di tutto il sistema regionale di protezione civile ha mitigato le conseguenze per la popolazione e le infrastrutture. Tuttavia l’ammontare e l’estensione dei danni è tale da rendere necessario anche l’intervento dello Stato".
Ad una prima stima infatti le conseguenze dell’eccezionale ondata di maltempo ammontano a 38 milioni di euro di cui 23 per la costa e 15 per i territori collinari e montani, tra cui alcune zone del parmense. Si tratta di una valutazione che potrà essere ulteriormente precisata nei prossimi giorni e che riguarda la gestione della prima emergenza e gli interventi più urgenti.
Nella lettera si è sottolineato l’importante lavoro di coordinamento svolto dall’Agenzia di protezione civile regionale, che ha impegnato 50 squadre per circa 200 volontari, il ruolo delle Amministrazioni provinciali, dei Sindaci, in particolare nei comuni collinari e montani, dei Prefetti, dei Vigili del fuoco che hanno dovuto fronteggiare 1000 chiamate su tutto il territorio regionale, del volontariato di Protezione civile, del Servizio del 118 e della rete di pronto soccorso.

