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Nuova speranza per gli insegnanti del Toschi: Vignali e Bernazzoli hanno firmato una lettera per il ministro Gelmini

Che la Storia non si faccia con i “se” e con i “ma” è un’ingenuità già fugata a livello accademico e ben comprensibile nel suo risvolto politico. È proprio un “se” o un “ma” a determinare con nitidezza il valore di una decisione, un rifiuto, una firma. Un “se” arriva a pesare come un macigno nel momento in cui scongiura un’ingiustiza nel presente o apre la possibilità del futuro. Negli ultimi mesi se ne sono visti recapitare parecchi i docenti del Corso di Discipline dello Spettacolo dell’Istituto d’Arte Paolo Toschi, senza stipendio dallo scorso novembre, forti solo di una voce che si è levata da chi gli è stato accanto nella manifestazione di sabato scorso in piazza Garibaldi.
La loro situazione è nota a livello pubblico già da tre settimane e finalmente si è smosso quel “se” costituito dall’appoggio esplicito dell’amministrazione cittadina che pare fondamentale per porre la questione a livello nazionale. Vignali e Bernazzoli hanno firmato insieme una lettera in cui si chiede al Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini una soluzione per garantire la continuità di studio agli studenti iscritti al Corso di Discipline, per non affidare solo all’etica professionale dei docenti il compito di accompagnare i ragazzi fino all’esame di maturità.

Curiosamente, non è stata data ancora comunicazione ufficiale da parte di Comune e Provincia, ma il documento è stato spedito e rappresenta un nuovo e significativo punto di partenza nella battaglia che vede uno accanto all’altro insegnanti, alunni, preside e genitori. Anche e soprattutto in prospettiva futura, quando la riforma firmata dalla Gelmini cambierà le carte in tavola facendo confluire il Corso di Discipline dello Spettacolo nell’indirizzo “Audiovisivo e multimediale” della nuova struttura del liceo artistico. Perché oltre a pagare i docenti per i mesi di lavoro va garantita la continuità per i prossimi anni scolastici, o la protesta non servirà a niente.
Un aspetto non secondario riguarda il fatto che l’indirizzo “Audiovisivo e multimediale” ha fatto casistica a livello nazionale proprio in virtù dell’esempio unico rappresentato dal Toschi di Parma. Sarebbe paradossale riconoscerne il valore d’avanguardia e qualità assoluta per poi togliere il pane di bocca a chi deve continuare a lavorarci. E in questo senso va anche rilevato il “ma” di questa storia legato al ruolo del provveditore Acri, fermo nelle sue ultime dichiarazioni ai diretti interessati a quanto affermato in novembre, quando si è impegnato a cercare una soluzione rimasta ancora inevasa.

L’impegno diretto di Bernazzoli e Vignali garantisce il rinvio di qualche settimana di quella soluzione legale che resta come ultima arma nelle tasche degli insegnanti. Un’arma che reca un “ma” considerevole perché potrebbe richiedere tempi molto lunghi e non risolvere, almeno nell’immediato, la questione dei mancati stipendi.

Michele Zanlari

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