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La caccia al boss Michele Zagaria passa anche da Parma. E’ latitante da 14 anni

La caccia al boss continua, senza soste e senza perdere la speranza. Quattordici anni di latitanza per Michele Zagaria non sono pochi, ma oggi carabinieri e polizia hanno sferrato un altro duro attacco al clan camorristico Casalesi-Zagaria, arrestando il padre (Nicola) e il fratello (Carmine) del superlatitante. Carmine Zagaria (42 anni) è stato arrestato a Sassari mentre stava per imbarcarsi su una nave diretta a Olbia. A Casapesenna invece i poliziotti hanno sorpreso nel sonno Nicola Zagaria, 82 anni. Nel corso della notte sono stati individuati e smantellati bunker utilizzati dagli affiliati per sostenere la latitanza del super boss..
Dal canto suo Michele Zagaria, che "rifugge" dalla presenza in pubblico, è invisibile perfino ai suoi affiliati, non ha figli né moglie. Dalla sua latitanza continua a gestire gli affari del clan, cercando di evitare gli intermediari, e impone ai suoi affiliati una condotta "improntata alla maggiore prudenza possibile". A tracciare il profilo del superlatitante, ritenuto capo clan dei Casalesi, è la Direzione distrettuale antimafia della Procura di Napoli, diramata in seguito agli arresti eseguiti oggi.
La caccia a Zagaria prosegue a ritmi serrati e, stando ad alcune indiscrezioni emerse da ambienti investigativi, coinvolge anche Parma e provincia. La Dia di Napoli ha validi elementi per sostenere che il boss casertano abbia fatto tappa anche nel nostro territorio dato che può contare su una fitta rete di “amici” e soprattutto affari nel campo dell'edilizia, tant'è che dieci giorni fa a Modena il Nucleo di Polizia Tributaria di Bologna, in una operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo emiliano, ha eseguito 20 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di "soggetti affiliati e/o fiancheggiatori del clan camorristico dei Casalesi, dediti abitualmente al compimento di estorsioni nella provincia di Modena”.
E poi Pasquale Zagaria, fratello del latitante, a Parma aveva fondato anche una società edile in partecipazione con il suocero Aldo Bazzini. I due hanno condotto affari per diverse decine di milioni di euro, così come è emerso nel processo di primo grado dove il costruttore è stato condannato a otto anni di carcere. Condannati anche Bazzini e il figlio per il reato di associazione a delinquere.

 

ELENCO DEI LATITANTI DI MASSIMA PERICOLOSITA' FACENTI PARTE
DEL "PROGRAMMA SPECIALE DI RICERCA" SELEZIONATI DAL
GRUPPO INTEGRATO INTERFORZE
L'iniziativa è volta a stimolare lo spirito di collaborazione della collettività
con le Forze di Polizia nel settore della ricerca di pericolosi malviventi.

Badalamenti Vito
BADALAMENTI VITO

  
   
 

Condello Domenico
CONDELLO DOMENICO

 

 

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VARANO
MICHELE ANTONIO
   

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ARENA GIOVANNI

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MATRONE FRANCESCO


CUBEDDU ATTILIO

 

 

 

 

  

 

    

 

 
FALSONE GIUSEPPE

Iovine Antonio

IOVINE
ANTONIO

 

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PAGANO
CESARE 

Giorgi Giuseppe
GIORGI GIUSEPPE 
Di Lauro Marco
DI LAURO MARCO

MESSINA DENARO MATTEO
 
MESSINA GERLANDINO
  Motisi Giovanni 
MOTISI GIOVANNI
Pelle Sebastiano
PELLE SEBASTIANO
     

 


SCOTTI PASQUALE
 
TEGANO GIOVANNI

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PANARO NICOLA


ZAGARIA MICHELE

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CATERINO MARIO

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