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Il fascino dell’università continua anche in tempo di crisi: medicina e ingegneria le facoltà più gettonate

Ogni anno cresce sempre più il numero di laureati che trova difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro appena finiti gli studi, ma l'idea che l'università sia una garanzia per il futuro tiene botta. O almeno è quello che si percepisce ascoltando chi, in questi giorni, si sta affacciando per la prima volta al mondo universitario al “17° Salone dell'Orientamento Studiare a Parma” dal 21 al 23 aprile. È il caso di Alessandro di Bedonia, Azzurra, Deborah e Chiara di Fontanellato, Giulio di Piacenza e Ottavia di Mantova. Non a caso gli stand più frequentati da questi futuri universitari sono quelli di Ingegneria, Medicina, Veterinaria, Architettura e Psicologia.
“Voglio fare Psicologia per avere un'assicurazione sul futuro, per trovare facilmente lavoro – è quanto afferma Ottavia – anche se sono consapevole delle difficoltà a cui vado incontro. Se poi malauguratamente, una volta laureata, non dovessi trovare subito il lavoro, almeno ho studiato per cinque anni qualcosa che mi piace davvero”. “Sono sicuro che l'università possa darmi un valore aggiunto – dice Giulio – soprattutto in ambito lavorativo. L'importante è scegliere la giusta facoltà e la giusta università. Io per esempio mi sto informando per Ingegneria e sto valutando se iscrivermi a Parma o a Milano”.

Per altri, l'esperienza universitaria risulta obbligatoria avendo fatto il liceo. Daniela di Verona dice: “Ho fatto il liceo scientifico e quindi ho la necessità di fare l'università per avere qualcosa in mano. Sono orientata verso Psicologia perché mi piace come materia, poi vedremo se si troverà o meno lavoro”. Stesso discorso per Michele di Piacenza: “Sono venuto qui con i miei amici per dare un'occhiata alle varie discipline. Abbiamo fatto tutti i liceo e quindi per noi è una scelta obbligata continuare gli studi. Ho preso degli opuscoli di Ingegneria e di Economia ma ho ancora le idee un po' confuse. L'importante è “azzeccare” la facoltà giusta che ti possa garantire un buon lavoro in futuro”. Un approccio diverso al mondo universitario lo hanno invece Manuela e Valentina di Bedonia: “Pensiamo che l'Università sia un'esperienza in più e la vorremmo fare anche per un po' di curiosità. Siamo interessate ad Economia, poi magari ci stufiamo dopo un po' e abbiamo speso solo soldi per niente. Può andare bene come può andare male, chissà!”. C'è chi invece ha cambiato idea sull'università e sulle opportunità di lavoro che offre proprio in corso d'opera: “Avevo provato a settembre il test per Medicina a Pavia – dice Alessandro di Cremona – perché volevo fare Psichiatria, ma non è andato bene. Avevo scelto quella facoltà proprio per avere una certezza di trovare lavoro facilmente. Ora voglio iscrivermi a Lettere Classiche. Cosa mi aspetto dall'università? Mi aspetto di imparare molte cose, conoscere persone nuove e di avere anche un contatto con il mondo del lavoro senza pensare però esclusivamente a quello, perché pensandoci troppo, in passato ho sbagliato”.

Jonathan Belletti

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3 Risposte per “Il fascino dell’università continua anche in tempo di crisi: medicina e ingegneria le facoltà più gettonate”

  1. massimo scrive:

    E' certo, ma non psicologia! l'Italia non ha bisogno di Psicologi!

  2. Melania scrive:

    Qualcuno studia per realizzare un sogno…

  3. Crociato_dentro scrive:

    W LA DISOCCUPAZIONE, W LA CCASSA INTEGRAZIONE, W LA ROTAZIONE, W LA PRECARIETA'. Ma cosa studiate a fare?

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