All’Olimpico tutto facile per l’Inter: Lazio battuta 0-2. Juve: addio Champions
Tre punti sul campo della Lazio senza sudare troppo e un'ipoteca sullo scudetto, con gli applausi del pubblico biancoceleste. L'Inter passa in scioltezza per 2-0 all'Olimpico e si riprende la vetta della classifica. A 2 giornate dalla fine del campionato, la formazione di José Mourinho comanda a quota 76, con 2 lunghezze di vantaggio sulla Roma. Il tricolore è virtualmente cucito sulle maglie nerazzurre e, salvo cataclismi, lo sarà definitivamente il 16 maggio. L'ultima insidia del calendario lungo la strada per il tricolore si rivela in realtà una passeggiata. La Lazio, virtualmente salva dopo i risultati del pomeriggio, entra in campo con un atteggiamento 'soft' e in 3 minuti concede 2 colossali occasioni all'Inter.
Muslera rimedia subito su Eto'o e, sul corner successivo, è prodigioso sul colpo di testa di Maicon. Il portiere biancoceleste, al contrario di molti compagni di squadra, è attento anche sulla conclusione di Motta, che cerca il jolly dalla distanza all'8'. Per vedere la Lazio in attacco bisogna aspettare il 15': Kolarov, dal limite, sfiora il palo con un destro velenoso. Brividi per Julio Cesar e per i tifosi di entrambe le squadre. Si gioca soprattutto nella metà campo dei padroni di casa, anche se l'Inter punge con minore frequenza rispetto all'avvio del match. Dopo un quarto d'ora di nulla, i campioni d'Italia tornano a farsi pericolosissimi al 35'. Il solito Muslera ferma in extremis un esitante Sneijder, poi Eto'o sbaglia il tap-in spedendo il pallone sul fondo. Al 37' il centravanti del Camerun prova a riscattarsi, ma trova ancora Muslera. Il portiere deve arrendersi al 46', quando Samuel è libero di colpire di testa indisturbato: 1-0 per l'Inter e l'Olimpico esplode.
Ad esultare non sono solo i sostenitori nerazzurri, l'entusiasmo contagia buona parte dei tifosi biancocelesti che vedono allontanarsi il pericolo di uno scudetto romanista. Dopo il gol, la strada per l'Inter è ancor più in discesa. Dagli spalti laziali si alzano cori per Mourinho, mentre il secondo tempo si snoda a ritmi bassissimi. Si giochicchia a metà campo, con rarissime accelerazioni che non producono nulla. A scuotere l'ambiente prova Eto'o al 68' con un destro da fuori: Muslera vola per deviare, forse basterebbe molto meno per addomesticare il pallone. Sul corner conseguente, Motta decolla e insacca di testa: 2-0. La Lazio segnala la propria presenza con un tentativo di Zarate che costringe Julio Cesar a sporcarsi i guanti. Il match è chiuso, il campionato quasi: l'Olimpico, biancoceleste e nerazzurro, fa festa.
L'addio alla Champions League e' ufficiale. Con il pareggio per 1-1 sul campo del Catania, la Juventus dice addio all'ennesimo obiettivo stagionale. Anche la matematica ora boccia la Vecchia Signora: con 55 punti, a 2 giornate dalla fine del campionato, la formazione di Alberto Zaccheroni non ha nessuna chance di insidiare il quarto posto occupato dalla Sampdoria a quota 63. La Juve disputera' l'Europa League e, in base alla posizione finale in classifica, sapra' a che punto dell'estate comincera' l'avventura continentale. Il pareggio odierno fa felice anche il Catania: con 41 punti si puo' pensare alla prossima stagione in Serie A. I verdetti maturano al termine di 90' che cominciano con gli ospiti in evidenza.
La Juve parte col piede sull'acceleratore e si fa viva subito in un paio di occasioni. Al 4' Del Piero sfiora il palo con un sinistro insidioso, al 7' Iaquinta non inquadra la porta con una conclusione potente da posizione decentrata. I padroni di casa si scuotono al 16' con la prima fiammata di Maxi Lopez: l'argentino controlla e spara, Buffon respinge di piede. Dall'altra parte e' colossale che al 20' capita sui piedi di Del Piero. Il capitano bianconero, liberato da un errato disimpegno della difesa etnea, si trova solo davanti ad Andujar: conclusione 'moscia', il portiere siciliano rimedia. Gli errori si pagano e, puntuale, arriva il vantaggio dei padroni di casa. Buffon rimedia su un colpo di testa ravvicinato, ma nessuno impedisce a Silvestre di fare centro con il tap-in: 1-0 al 24'.
La Juve, meno scandalosa di altre occasioni, prova a raddrizzare la situazioni ma sbatte contro un ispiratissimo Andujar. L'estremo difensore al 37' nega il gol a Del Piero, abile a girarsi in mischia. Il pareggio dei bianconeri, tutto sommato meritato, arriva in avvio di ripresa. Al 52' Marchisio sfrutta il suggerimento di Poulsen e non sbaglia: 1-1.
Il match, gradevole nella prima frazione, si spegne progressivamente. Il Catania punge poco e sembra soddisfatto del punticino. La Juve ci prova senza troppa convinzione. Amauri, in campo al posto di Del Piero, si esprime all'altezza della propria stagione anonima. I bianconeri non creano praticamente nulla fino al 90', il pareggio resiste senza scosse.
ATALANTA-BOLOGNA: il Bologna e' quasi salvo, l'Atalanta e' quasi in Serie B. Il pareggio per 1-1 a Bergamo tra nerazzurri e rossoblu equivale ad un verdetto virtualmente definitivo nella lotta per non retrocedere. Con Siena e Livorno gia' condannate, rimane un posto da assegnare tra i cadetti. L'Atalanta, con 35 punti, e' con le spalle al muro. A 180' dal termine del campionato, il Bologna e' a quota 40 e mantiene 5 lunghezze sui bergamaschi.
La formazione di Bortolo Mutti fa harakiri con l'autorete di Peluso all'83'. Il difensore, con un intervento maldestro, deposita nella propria rete il pallone dopo una parata di Consigli. Viene vanificato, cosi', il vantaggio atalantino firmato al 23' da Guarente, a segno su punizione con la complicita' dell'incerto Viviano. Il portiere bolognese macchia una prestazione che rimane positiva, visto il rigore parato al 15': anche l'errore di Valdes, che spreca dal dischetto, rischia di pesare come un macigno sul destino dei nerazzurri, che giocano tutto il secondo tempo in inferiorita' numerica per l'espulsione di Pellegrino alla fine della prima frazione.
BARI-GENOA: il Bari travolge 3-0 un Genoa inesistente con le reti di Meggiorini, Castillo e Barreto. I pugliesi salgono a 46 punti, i liguri restano a 48 e archiviano le residue speranze di qualificarsi per l'Europa League.
CHIEVO-NAPOLI: La 'coppetta' e' gia' una realta' per il Napoli, che sale a 56 punti con il successo per 2-1 sul campo del Chievo: i partenopei sorridono con Denis e Lavezzi. Ai veneti, tranquillissimi da tempo con 44 punti, non basta il momentaneo pari di Granoche.
CAGLIARI-UDINESE: Cagliari e Udinese, infine, non si fanno troppo male: il 2-2 consente alle due squadre di salire a braccetto a 43 punti. Lazzari e Jeda aprono e chiudo il tabellino per i sardi, in mezzo ci sono i gol friulani di Di Natale e Lazzari. Alla fine, tutti contenti con la salvezza in cassaforte.
SAMPDORIA-LIVORNO: il Livorno negli inferi ci era finito gia' la settimana scorsa, ma contro la Samp onora l'impegno fino in fondo. Gli amaranto vengono trafitti in avvio da un ispirato Cassano, che riceve palla da Palombo al limite dell'area, si accentra e con un sinistro angolato batte De Lucia: 1-0 per la Samp. E al 39' lo stesso Cassano si divora la chance per il raddoppio. Il barese, pescato in area dal solito lancio di Palombo, addomestica bene il pallone ma ritarda la conclusione: l'intervento di Galante sulla conclusione sotto misura di Fantantonio e' provvidenziale.
In avvio di ripresa Ruotolo richiama in panchina Bellucci e getta nella mischia Danilevicius, che al 53' sbaglia di testa una clamorosa chance per il pareggio. Al 59' Mannini centra la traversa con un potente sinistro dalla distanza. Il Livorno sbaglia ancora sottoporta al 79', quando Di Gennaro calcia alle stelle di destro da due passi. Poi all'85' la Samp chiude i conti con Ziegler direttamente su punizione: palla all'angolino e 2-0.
SIENA-PALERMO: e mentre il Siena dice addio alla serie A con due giornate di anticipo, il Palermo continua a sperare in zona Champions. I rosanero soffrono in avvio, poi al 25' Cavani fa centro: cross di Nocerino e destro al volo da distanza ravvicinata dell'uruguaiano che vale l'1-0. Il Siena accusa il colpo e al 36' rischia di capitolare: liscio di Cribari in area e palla a Cassani che calcia sul palo.
Al 41', invece, è un prodigioso intervento di Sirigu sul colpo di testa di Ghezzal a salvare il Palermo. Il Siena continua a spingere in avvio di ripresa e sfiora due volte il gol con Maccarone: sinistro fuori di poco al 52', conclusione ravvicinata al 54' e super-parata di Sirigu con i piedi. E al 59', Miccoli firma il raddoppio per il Palermo con la complicità di uno sfortunato Pratali: il difensore scivola in area e si fa male, il cross basso di Balzaretti arriva a destinazione e il n.10 del Palermo beffa Curci con un tocco d'esterno.
Il fuoriclasse del Palermo lascia il posto ad Hernandez al 64'. All?80? il Siena riapre il match grazie al gol di testa di Calaiò su assist di Maccarone. E nel quinto minuto di recupero, lo stesso Calaiò sfiora il pari: Sirigu salva e il Palermo resta in corsa per l?Europa che conta.

