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La Bpm vuole il 51% di Banca Monte. “Siamo disponibili ma serve un accordo”

Continuano a susseguirsi le indiscrezioni sul futuro di Banca Monte Parma. Dopo la Popolare di Milano e la Popolare di Vicenza, anche Carige avrebbe manifestato un certo interesse per l'istituto di credito cittadino. Fatto sta che nei prossimi giorni Bpm avvierà contatti ufficiali con Banca Sella che detiene una quota del 7,6% di Banca Monte; tra le quote minori, un altro 2,71% è detenuto da Hdi Assicurazioni che con Banca Sella ha un accordo di partnership di prodotto, ma che controlla direttamente la partecipazione nella banca parmigiana. Le prossime mosse sono nelle mani di Carlo Salvatori: l'ex presidente di Unicredit e più recentemente di Unipol è stato chiamato alla presidenza di Banca Monte Parma lo scorso 4 giugno. Nel consiglio è entrato anche Beniamino Anselmi, membro del board Bpm. Dal fronte Bpm sembra quindi per ora prematura la valutazione di ulteriori possibili evoluzioni, che potrebbero comunque comprendere l'ipotesi di rilevare successivamente parte delle quote detenute dalle fondazioni socie locali: Fondazione Monte di Parma (68,74%) e Piacenza e Vigevano (18%). Anche nel caso si verificassero questi sviluppi, Popolare Milano pare comunque intenzionata a rispettare marchio e identità della banca.

"Abbiamo deliberato in Cda di fare un'offerta per il 9,88% in possesso del gruppo Sella e di proporci come partner industriale di Banca Monte Parma nel rispetto della localizzazione e delle tradizioni e in accordo con le fondazioni", ha detto oggi il direttore generale di Bpm Fiorenzo Dalu. Sulla possibilità di aumentare la partecipazione, il manager ha detto: "Siamo disponibili ma ci dovrà essere l'accordo con le fondazioni". Secondo ulteriori indiscrezioni, Pop Milano punterebbe al 51% di Monte Parma attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale.

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