Brancher lascia: stop speculazioni. Berlusconi: decisione condivisa
Milano, 5 lug. (Adnkronos/Ign) – Aldo Brancher rinuncia all'incarico ministeriale. La decisione l'ha comunicata lui stesso nell'aula della V Sezione penale del Tribunale di Milano dove è imputato per appropriazione indebita, in relazione ad uno stralcio del caso Antonveneta.
"La mia presenza qui oggi è in segno di rispetto per il Tribunale. Sono qui a difendere la mia innocenza – ha detto Brancher – Pensavo di dover privilegiare i miei obblighi verso il Paese" ma la situazione, ha aggiunto "è stata indebitamente strumentalizzata. Nel rispetto della mia famiglia e perché finiscano strumentalizzazioni e speculazioni confermo quindi di rinunciare al legittimo impedimento e anticipo in questa sede la mia rinuncia all'incarico ministeriale".
Brancher ha quindi chiesto formalmente di poter accedere al rito abbreviato incondizionato. Subito dopo, il giudice monocratico Annamaria Gatto ha fatto allontanare pubblico e giornalisti dall'aula dove, a questo punto, ha preso il via il procedimento non più con rito ordinario ma con il rito alternativo sollecitato. Le contestazioni mosse a Brancher dal pm Eugenio Fusco saranno quindi discusse a porte chiuse, allo stato degli atti, senza l'intervento di testi.
Il procedimento è stato poi rinviato al 28 luglio, quando le parti discuteranno la causa e trarranno le loro conclusioni. Non si esclude che in quella data il giudice Gatto possa ritirarsi in camera di consiglio per emettere sentenza. Stralciata, invece, la posizione della moglie di Brancher, Luana Maniezzo. Il procedimento, che per lei proseguirà con rito ordinario, è stato rinviato anche in questo caso al 28 luglio quando i difensori potranno sollevare le loro eccezioni, prima di tutto sulla competenza territoriale.
Aldo Brancher ha lasciato il Tribunale di Milano passando da una scala d'accesso secondaria senza rilasciare più dichiarazioni alla stampa. La sua presenza in aula, a Milano, si è prolungata dunque per poco più di mezz'ora.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha subito fatto sapere che quella delle dimissioni è una ''decisione condivisa''. ''Conosco e apprezzo ormai da molti anni l'onorevole Brancher e so con quanta passione e capacità avrebbe potuto ricoprire il ruolo che gli era stato affidato'', ha detto Berlusconi. ''La volontà di evitare il trascinarsi di polemiche ingiuste e strumentali – ha aggiunto – dimostra ancora una volta la sua volontà di operare esclusivamente per il bene del Paese e non già per interessi personali. Sono certo che superato questo momento l'onorevole Brancher potrà, come sempre, offrire il suo fattivo contributo all'operato del governo e alla coalizione''.
Per il presidente dei deputati del Pd Dario Franceschini, ''le dimissioni del ministro Brancher sono una vittoria del Pd e dell'opposizione e dimostrano che quando l'opposizione prende un'iniziativa politica al di là dei numeri e dei rapporti di forza in Parlamento, può ottenere dei risultati importanti''. ''Penso – ha aggiunto – per come sono messe le cose, che questa volta Berlusconi non possa ripetere la sceneggiata delle dimissioni respinte: il voto di giovedì (quando si sarebbe votata la mozione di sfiducia, ndr) fa troppa paura''.
"Non poteva esserci il lieto fine a una storia torbida fin dall'inizio. La nomina del ministro Brancher è stato il solito atto di arroganza di Berlusconi che ha utilizzato le leggi ad uso personale", ha commentato il presidente dei senatori Idv Felice Belisario.

