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Sicurezza: i gabbiotti dei vigili e la polemica tra Fecci e Zilli

I quattro gabbiotti destinati ai vigili urbani e posizionati nei punti nevralgici della città hanno scatenato l'ennesima polemica. Da una parte l'Italia dei Valori e dall'altra l'assessore alla sicurezza Fecci. un botta e rispiosta molto piccante, soprattutto per quanto riguarda i costi di realizzazione e l'utilizzo giornaliero dei nuovi presidi.

L'accusa di Paola Zilli (Idv): "Non posso fare altro che constatare che la politica di questa giunta comunale si sta avvicinando sempre di più a quella del governo nazionale, in merito alla questione sicurezza. Nessun provvedimento serio. Nessuna azione concreta ed incisiva. Perenne propaganda e illusione di sicurezza sono le parole chiave del sindaco, o per meglio dire di questa filosofia politica che aleggia nell'aria da qualche anno". La voce è quella di Paola Zilli, coordinatrice provinciale dell?Italia dei Valori.
"Circa centomila euro – continua la coordinatrice IdV – spesi per quattro gabbiotti utilizzati per neanche quattro ore al giorno ciascuno, perlopiù nemmeno consecutive: due al mattino e due al pomeriggio. Siamo tutti concordi nel dire che c'è bisogno di più controllo per contrastare l?illegalità e la criminalità, ma è ora di finirla di prendere in giro i cittadini con queste mosse sterili: i militari a passeggio prima, i gabbiotti aperti quattro ore al giorno ora". Conclude la Zilli: "Noi dell? Italia dei Valori di Parma siamo ben consapevoli, quindi, che non sono questi i metodi per contrastare la criminalità. Ma quanto si sarebbe potuto fare con centomila euro?".

La risposta dell'assessore Fabio Fecci: "Propaganda? Le postazioni fisse, che hanno un costo complessivo di 86.160 euro e non di 100 mila, sono soltanto l’ultima di una lunga serie di iniziative finalizzate a migliorare il livello di sicurezza in città e la qualità della vita dei cittadini. In questi 16 mesi abbiamo messo in campo molti interventi per aumentare la sicurezza reale e percepita: dai nuovi nuclei della Polizia Municipale, tra cui quello cinofilo e quello sicurezza urbana, ai presidi fissi effettuati in orario serale in alcune zone della città, alle varie ordinanze sui temi della sicurezza, dai controlli sui pubblici esercizi ai sequestri di merce contraffatta e al contrasto dell’abusivismo commerciale, ormai eliminato dalle aree dei mercati, fino ai volontari per la sicurezza e agli investimenti in tecnologia con l’installazione delle telecamere”.
“E continueremo anche in futuro – prosegue l’assessorealla sicurezza – tra rinnovamento del parco mezzi, nuove dotazioni agli agenti, assunzioni che andranno a potenziare l’organico e a rafforzare il servizio di prossimità, e potenziamento della videosorveglianza, che anche quest’anno vedrà un investimento per circa 400.000 euro”.
“Le postazioni – dice Fecci -, peraltro già previste dal programma elettorale di quest’Amministrazione, sono solo “una” delle soluzioni messe in campo, non “l’unica” soluzione. La loro funzione principale, oltre a quella di garantire una maggiore attività di controllo nelle aree in cui sono installate, è quella di identificare uno spazio fisico in cui i cittadini, in determinati momenti della giornata, possono avere un contatto diretto con gli agenti per poter ricevere informazioni, ma anche per segnalare eventuali criticità nell’area. Con la realizzazione del Centro Unico delle Emergenze, funzionale dal punto di vista operativo ma delocalizzato rispetto all’area del centro storico, le postazioni fisse diventano il nuovo riferimento per i cittadini che hanno necessità di rapportarsi con la Polizia Municipale. Nel periodo estivo resteranno aperte per quattro ore al giorno, ma prevediamo di estendere l’apertura già a partire dal prossimo autunno”.
“Sottolineo infine – conclude l’assessore – che tutti le attività che stiamo mettendo in campo, sebbene migliorino lo stato della sicurezza nella nostra città, risulteranno comunque inadeguate a risolvere i problemi di criminalità se l’assetto normativo attuale non sarà riveduto con pene certe per chi delinque. Anche per chi commette reati cosiddetti “minori”, come ho ribadito anche al Ministro Maroni in occasione della sua visita a Parma, deve esserci la certezza della pena".

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