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Inquinamento e linfoma di Hodgkin: Parma tra le città più pericolose

I numeri che emergono dal libro “Così ci uccidono” di Emiliano Fittipaldi, giornalista del settimanale l'Espresso, sono preoccupanti ma spesso coperti dal silenzio delle amministrazioni comunali e dal mondo della politica in genere. E così si scopre che per la leucemia per il sesso femminile, dopo il Kuwait c'è Varese, a seguire Cracovia e Bahia Blanca in Argentina, poi altre tre italiane: Torino, Genova e Parma. I dati sono contenuti.
In nessuno luogo come in Italia un bimbo maschio rischia di ammalarsi del linfoma di Hodgkin: undici città delle venti più pericolose al mondo sono in Italia. Siracusa, Varese, la Romagna, Sassari e Parma fanno invece l'en plein: sono i cinque luoghi con l'incidenza più alta del mondo per le donne.
“Perché a Parma non si parla di questa emergenza?” Si chiede l'Associazione Gestione Corretta Rifiuti che da tempo si batte contro la costruzione dell'inceneritore. “Perché non si dice che in due mesi avevamo già utilizzato tutti gli sforamenti da PM 10 concessi annualmente, disattendendo una puntuale normativa europea? Perché iniziative utili e concrete come le Kyoto Forest si sono perse per strada? Perché si usa la green economy come slogan e non se ne comprendono i concreti contributi? La costruzione di una enorme nuova industria insalubre di classe 1, un inceneritore che brucerà come minimo 130mila tonnellate di rifiuti, comprendendo tra le altre cose materiali provenienti da discariche e rifiuti speciali, renderà meno monotoni i nostri discorsi, perché potremo parlare, oltre che di PM10, anche di diossine e furani”.
L'associazione rivendica un'aria più pulita, “aria respirabile: è un nostro diritto. La nostra comunità deve mettere la salute al primo posto esigendo azioni concrete e risolutive. Ma soprattutto evitare di peggiorare la situazione attuale, dando il via a progetti che già in progetto aumenteranno notevolmente gli inquinanti”.

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1 Risposta per “Inquinamento e linfoma di Hodgkin: Parma tra le città più pericolose”

  1. Ghigo scrive:

    Siamo ancora in tempo per invertire questa tendenza auto-distruttiva. Fermiamo l'inceneritore di Ugozzolo e investiamo su metano, auto elettriche, fotovoltaico, eolico, caldaie a condensazione, condomini ad alta efficienza energetica, etc. etc.
    Iren può usare i 180 milioni dell'inceneritore in modo migliore…

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