Università, al via i test d’ingresso. L’85% degli studenti sogna la raccomandazione. Udu: “Discriminazione sociale”
Alla vigilia del primo giorno dedicato ai test di ingresso per le Facoltà a numero chiuso, arrivano una pioggia di polemiche, in primis quelle sollevate dall’Unione degli Universitari di Parma. Fanno discutere anche i risultati di un sondaggio del sito universinet.it che ai suoi lettori ha chiesto: "Secondo te è piu' importante studiare o trovare una raccomandazione per i test di ammissione?". Il 12% degli 11mila ragazzi consultati ha risposto studiare, l'85% ha optato per la raccomandazione. Quanto a quest'ultima, la soluzione migliore secondo il 18% dei ragazzi è avere un parente professore, secondo il 25% una relazione sessuale, secondo l'11% iscriversi ai centri di preparazione al test, per il 18% rivolgersi ad un politico nazionale, per il 23% ad un parente professionista.
UDU CONTRO IL NUMERO CHIUSO. L’Unione degli Universitari in una nota sottolinea il carattere "discriminatorio" della procedura di accesso sottolineandone l'inadeguatezza ("Non è “meritocrazia” un test d’ingresso a crocette, aprioristico e contenente domande che nulla hanno a che fare con il corso di studi che si vuole scegliere, farcito di risposte inesatte, che consente di rimandare a casa un aspirante medico se non conosce i vincitori del mondiale di calcio del 1970") e annuncia la distribuzione di materiale informativo che aiuti i candidati, per "spronarli ad una costante vigilanza sulle corrette modalità di svolgimento dei test, con lo scopo di renderli consapevoli di ciò che deve e non deve accadere all’interno delle aule". L'Udu si pone "l'obiettivo" di "evitare che la lotteria degli sbarramenti all’accesso e delle limitazioni del diritto allo studio non sfoci nelle assurde situazioni verificatesi negli scorsi anni in Italia e si riesca, anche con l’aiuto degli studenti direttamente interessati, ad arginare l’azione di raccomandati e “furbetti”.
Ecco il testo integrale del comunicato: "Anche quest’anno, l’Unione degli Universitari sarà presente all’entrata dei test di ingresso dei corsi di laurea a numero chiuso e programmato dell’Università degli studi di Parma, per distribuire agli studenti materiale informativo sulle corrette modalità di svolgimento dei test, con lo scopo di renderli consapevoli di ciò che deve e non deve accadere all’interno delle aule e spronarli ad una costante vigilanza.
L’obiettivo è ancora una volta evitare che la lotteria degli sbarramenti all’accesso e delle limitazioni del diritto allo studio non sfoci nelle assurde situazioni verificatesi negli scorsi anni in Italia e si riesca, anche con l’aiuto degli studenti direttamente interessati, ad arginare l’azione di raccomandati e “furbetti”.
Il vero problema che la nostra associazione è costretta ogni anno a denunciare è l’insensatezza della pratica stessa della selezione all’accesso e del test d’ingresso. Non è possibile che uno studente debba essere valutato, e discriminato, ancor prima che possa mostrare il suo valore, ma soprattutto non si può pensare che, poiché le strutture universitarie non permettono il diritto allo studio a tutti, bisogna limitare quest’ultimo invece di investire nell’istruzione universitaria.
Non è “meritocrazia” un test d’ingresso a crocette, aprioristico e contenente domande che nulla hanno a che fare con il corso di studi che si vuole scegliere, farcito di risposte inesatte, che consente di rimandare a casa un aspirante medico se non conosce i vincitori del mondiale di calcio del 1970.
Per alzare la qualità bisogna investire, non tagliare. Bisogna investire sulle strutture universitarie, sull’istruzione, sulle borse di studio, e non tagliare sul numero di studenti e sul diritto allo studio. Il numero chiuso, gli sbarramenti all’accesso al sapere, non sono altro che limitazioni che servono ai Governi per non investire in istruzione, e alle lobbies professionali, che controllano il mercato delle professioni, per ridurre la concorrenza. Sono proprio gli ordini professionali che definiscono il numero dei posti disponibili per i corsi di laurea a numero chiuso che, guarda caso, sono prevalentemente quei corsi che sfociano nel campo delle professioni. Domani oltre al test d’ingresso di medicina e chirurgia i nostri ragazzi saranno presenti anche davanti alla facoltà di psicologia, dove è previsto il test per l’ammissione alla triennale. Nonostante questa facoltà non sia infatti tra quelle che, secondo la legge 264/99, devono programmare l’accesso e nonostante le vittorie al Tar e al Consiglio di Stato nei ricorsi promossi dall’Udu negli scorsi anni, l’Ateneo di Parma ha deciso non solo di riproporre lo sbarramento all’accesso per psicologia, ma di estenderlo anche alla facoltà di Farmacia, sino allo scorso anno ad accesso libero. L’unione degli universitari sarà presente ogni mattina, per continuare la propria battaglia per il superamento degli sbarramenti all'accesso e per ribadire che il futuro e le aspirazioni dei giovani italiani sono divenute la posta di un puro e semplice gioco d’azzardo".


copiate di brutto raga!!!!!
E' una tristezza enorme sapere che migliaia di studenti puntano ad una raccomandazione. E cmq se non siete figli di dottori, politici, ecc. evitate di presentarvi. Mi chiedo, ma la magistratira dov'è. Perchè non mettono le cimici nelle stanze dei professori? scoprirebbero l'inferno. ciao a tutti
Viva le raccomandazioni!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
il numero chiuso e le raccomandazioni a go go non ti sembrano un valido argomento per parlare di discriminazione sociale. ma dove vivi? I test sono solo una presa in giro… sanno già chi deve essere ammesso e chi no.
discriminazione sociale e' chi viene espulso da una nazione perche' e' semplicemente uno straniero disagiato. siete ridicoli!!!!
CHe schifo! Dove sono finiti i valori di una volta. Le femminucce sognano di diventare veline, gli universitari di essere raccomandati, i politici di prendere la pensione del governo e le mamme di non avere un figlio gay. Viviamo proprio in una bella nazione.