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I colonnelli non ci stanno: ”E’ lui che ha cambiato bandiera”

Roma, 5 set. (Adnkronos/Ign) – I colonnelli non ci stanno e replicano con stizza a Gianfranco Fini che ha accusato gli ex An di aver ''cambiato generale  e forse di essere già pronti a cambiarlo ancora''.
''Non sono i colonnelli che hanno cambiato bandiera. Con grande tristezza i colonnelli vedono che il nostro generale ha cambiato bandiera e che forse e' pronto a cambiarla ancora'', dice all'ADNKRONOS il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. ''I colonnelli -sottolinea il coordinatore nazionale Pdl- non hanno cambiato generale, anche perché è stato lui ad indicarci il generalissimo Berlusconi come leader''.
Per Maurizio Gasparri ''Fini oggi ha fatto un frullatore'' e su ''alcuni temi molto delicati -aggiunge il capogruppo a palazzo Madama- deve dare risposte. Ha proposto un codice etico, ma allora bisogna anche rispondere a delle domande che vengono poste''. Quanto ai colonnelli che 'hanno cambiato generale', Gasparri replica: ''Noi siamo coerenti sui contenuti e abbiamo un progetto politico, quello di un grande partito di centrodestra. Lui lo ha abbandonato da tempo, con continue giravolte. E comunque meglio i colonnelli che i cognati…''.
Per il portavoce del Pdl Daniele Capezzone è stato un ''discorso deludente. Nessuna spiegazione convincente sulle vicende che lo riguardano; antiberlusconismo costante e quasi ossessivo; insulti e offese contro il Pdl e contro la stampa che a Fini non piace".
La linea dei 'berluscones' è poi improntata alla richiesta di dimissioni da presidente della Camera. ''Con questo discorso Fini fonda di fatto un nuovo partito  – ha affermato Giorgio Stracquadanio, deputato del Pdl – che si presentera', come ha annunciato, alle elezioni amministrative. E' evidente che la coerenza e il rispetto delle istituzioni che Fini esige dagli altri dovrebbero portarlo alle dimissioni da presidente della Camera, incarico a cui e' stato eletto in tutt'altro contesto politico''.
Dall'opposizione il Pd, con Rosy Bindi, saluta il discorso di Fini come un ''contributo importante al superamento dell'anomalia berlusconiana'' e all ''costruuzione di una destra moderna ed europea''. Ma per il segretario Pierluigi Bersani è arrivato il momento di smetterla con ''il gioco del cerino'' perche' "ci sono problemi seri di cui la politica non riesce a parlare" e il problema ''è che il paese non puo' subire tracheggiamenti". E il leader dell'Idv Antonio Di Pietro invita Fini a ''non giocare a fare il furbo''. O stai all'opposizione o al governo. Hai fatto un discorso che faccio io tutti i giorni, sul conflitto di interessi, su tutta l'accozzaglia 'stranamore' che circonda Berlusconi. E quindi? resti in maggioranza e approvi i cinque punti. Non fare il furbo, fai una scelta''.

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