Scuola: la De Filippi uccide il Romagnosi. Fuga dai licei classici e dagli istituti tecnici
Venerdì scorso è tornato in edicola il settimale "Il Nuovo di Parma". Un numero ricco di inchieste a approfondimenti, come sempre. Tra questi un singolare fenomeno che segna un cambiamento profondo nel mondo della scuola. Fuga dai licei classici e dagli istituti tecnici. I giovani preferiscono fare i cantanti e i ballerini; ma chi non eccelle con le lingue e l'informatica non è nessuno.
di Paola Brianti
Non è la ex preside Forlani con il codazzo di polemiche ad aver fatto calare gli iscritti del Romagnosi. È la De Filippi. Maria De Filippi, quella di Amici, quella che fa ballare e cantare tutti i giovani in età da iscrizione alle superiori. Insieme al Romagnosi, perdono il Maria Luigia e il D’Annunzio di Fidenza, e con loro crollano istituti tecnici storici. La fucina della classe operaia e dell’intellighenzia ugualmente deserte.
Guardando alle iscrizioni di quest’anno, il boom del neonato liceo Bertolucci con la sezione di liceo musicale non pare essere un caso secondo un’esperta come Rita Sinatra, che di mestiere seleziona personale alla Rigi. E dal suo osservatorio spiega: «Pare che oggi si scelga la scuola in base alla moda. E ciò che oggi va di moda è potenziare la propria parte artistica: i provini di X Factor, con migliaia di ragazzi in fila per un tentativo, o la percentuale di share di Maria De Filippi ne sono il risultato». Desiderio di un microfono in mano. Più forte di saper decriptare greco e latino, lingue desuete ma che, se citati con destrezza, fanno ancora guadagnare un inchino di rispetto. Peccato che all’inchino si preferisca l’applauso. «Quando i nuovi miti sono veline e Grandi fratelli, non è necessaria una buona cultura. Anzi, ostacola», aggiunge Enrica Valla, che ricerca personale per Selecta.
Che importa poi se di cantanti uno su milioni ce la fa. «La disponibilità delle famiglie sui figli è aumentata, i nuclei sono più ristretti – prosegue Sinatra – e quindi gli adolescenti scelgono più sull’onda emotiva che sulla programmazione del futuro. Di recente, mi è capitato di selezionare un candidato perito meccanico, due anni di ingegneria, ottimo livello retributivo, che ha mollato tutto per andare al fare il guardiano degli animali a tempo determinato. Chissà, forse aveva visto un film. Vent’anni fa sarebbe stato impensabile».
Eppure, aggiunge Valla, «se fuori dall’ufficio avessi dieci tornitori e dieci saldatori, sarebbero venti occupati certi. E, mentre al primo impiego laureati e diplomati dei tecnici hanno stipendi allineabili, a fronte di una professionalità consolidata è l’operaio che detta le condizioni». La classe operaia che avanza, anzi avanzerebbe, se ci fosse.
Ma anche gli istituti tecnici dovrebbero battersi la mano sul petto: «Se una volta erano carenti – spiega Sinatra – oggi sono carentissimi. Ci chiedono ingegneri, le aziende scelgono chi conosce le lingue e l’informatica, chi ha una cultura generale solida ed è in grado di fare squadra: tutti gli altri sono quasi nessuno».
Per questo il De Republica sarà anche in lingua morta, ma aiuta, e chi lo direbbe, persino a far di conto. «Il classico insegna un metodo, – chiude Valla – cui andrebbe poi aggiunta una tecnicità specifica. Frase fatta? Le carenze sulla grammatica di base che testiamo oggi tra i laureati sono spaventose. Segno che molto si dà per scontato e scontato non è».


Devono limitare per legge certi tipi di programmi.
… e la cultura fa a farsi fottere!!!!
mettetici pure X-Factor