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	<title>ParmaOggi.it &#187; tar</title>
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	<description>Quotidiano online di Parma e Provincia</description>
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		<title>Regionali Piemonte, Tar: vanno ricontati 15mila voti. Cota annuncia ricorso</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 07:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia ed Estero]]></category>
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		<description><![CDATA[Torino, 16 lug. (Adnkronos/Ign) &#8211; In Piemonte si va al riconteggio di 15mila voti relativi alle ultime regionali vinte dal leghista Roberto Cota. E&#39; la conseguenza della decisione del Tribunale amministrativo regionale che potrebbe rovesciare il risultato elettorale. Vanno riesaminate le schede elettorali su cui la croce &#232; andata alla lista &#39;Al centro con Scanderebech&#39; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" href="http://www.parmaoggi.it/wp-content/uploads/cota.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="" class="alignleft size-full wp-image-21343" src="http://www.parmaoggi.it/wp-content/uploads/cota.jpg" title="Roberto Cota" /></a>Torino, 16 lug. (Adnkronos/Ign) &#8211; In Piemonte si va al riconteggio di 15mila voti relativi alle ultime regionali vinte dal leghista Roberto Cota. E&#39; la conseguenza della decisione del Tribunale amministrativo regionale che potrebbe rovesciare il risultato elettorale.<br />
	Vanno riesaminate le schede elettorali su cui la croce &egrave; andata alla lista &#39;Al centro con Scanderebech&#39; o a &#39;Forza consumatori&#39; &#8211; ha stabilito in nottata il Tar del Piemonte, accogliendo parzialmente il ricorso 554/2010, e fissando la prossima udienza al 7 ottobre &#8211; per verificare se l&#39;intenzione dell&#39;elettore fosse davvero votare per Roberto Cota, se sia stato cio&egrave; apposto anche un segno sulla casella del candidato presidente.<br />
	Il tribunale amministrativo ha invece rigettato il ricorso nella parte legata alla lista Verdi Verdi, che quindi &egrave; ammessa definitivamente. Per quanto riguarda il ricorso 555/2010, quello sulla lista Pensionati per Cota di Michele Giovine, il Tar ha accolto parzialmente le ragioni degli avvocati di Mercedes Bresso, chiedendo loro di presentare una querela di falso al tribunale civile e di portarne copia. In altre parole i legali dovranno aprire un procedimento al tribunale civile per dimostrare che le firme della lista Pensionati per Cota fossero false. Se la sentenza del tribunale civile dar&agrave; loro ragione, il Tar acquisir&agrave; agli atti la sentenza e annuller&agrave; la lista con i suoi 27mila voti e conseguentemente il risultato elettorale. Il procedimento, per&ograve;, potrebbe richiedere un anno o anche pi&ugrave;, considerando che la sentenza potr&agrave; essere impugnata in Appello e anche in Cassazione. Per acquisire la copia della querela di falso il Tar ha fissato un&#39;udienza il 18 novembre, data alla quale potrebbe sospendere la decisione fino al termine del procedimento civile. <br />
	Insomma tutto dipende ora dall&#39;esito del riconteggio dei voti attribuiti alle due liste, che complessivamente hanno raccolto circa 15mila voti, ben pi&ugrave; quindi dei 9mila voti di vantaggio che hanno consegnato la guida della Regione a Cota. <br />
	Il senso del ragionamento dei giudici amministrativi sembra essere il seguente: le due liste non sono valide a causa di alcune irregolarit&agrave;, perci&ograve; i voti loro attribuiti sono annullati. Se per&ograve; l&#39;elettore ha anche espresso una preferenza per il candidato presidente, quella va salvata. La questione, perci&ograve;, sembra giocarsi ora sul numero di elettori di Scanderebech e dei consumatori che oltre a fare una croce sulla lista hanno segnato anche la casella di Cota: se sono pi&ugrave; di 9mila quelli che non lo hanno fatto, il voto potrebbe essere annullato.<br />
	La decisione, arrivata poco dopo la mezzanotte, dopo pi&ugrave; di cinque ore di camera di consiglio, ha soddisfatto i legali della Bresso: &quot;Siamo molto soddisfatti&#39;&#39;, ha detto l&#39;avvocato Enrico Piovano. Pi&ugrave; preoccupato si &egrave; mostrato invece l&#39;avvocato Luca Procacci, legale di Cota. Sul riconteggio dei voti, per&ograve;, &egrave; stato ottimista: &quot;L&#39;aspetto positivo &egrave; che &egrave; stata data l&#39;attenzione ai voti dati al presidente. Confidiamo che sar&agrave; confermato che Cota ha vinto con i voti espressi direttamente a lui e non con quelli di lista&quot;. <br />
	&quot;Dal dispositivo del Tar &#8211; sottolinea Mercedes Bresso &#8211; si riconosce la solidit&agrave; degli impianti dei ricorsi presentati. Andare al riconteggio &#8211; aggiunge &#8211; mi pare una decisione equilibrata i cui effetti li vedremo nei termini stabiliti dal dispositivo. Risulta evidente che le questioni cavillose e di eccezioni preliminari sono state rigettate. Anche su Giovine &#8211; conclude &#8211; sono soddisfatta in quanto riconoscendo la solidit&agrave; del ricorso &egrave; solo stata rilevata una questione formale legata a una querela di parte&quot;.&nbsp;&nbsp; <br />
	Il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota ricorrer&agrave; al Consiglio di Stato contro il pronunciamento del Tar sui ricorsi elettorali. &quot;Premesso &#8211; scrive in una nota- che per la sentenza c&#39;&egrave; il ricorso al Consiglio di Stato, che faremo, e premesso che devo ancora leggere tutto con attenzione, io ho vinto le elezioni proprio per i voti dati al presidente, che si attribuiscono in diversi modi, con voto congiunto e con voto disgiunto, in base a quanto prevede la legge. Proprio seguendo la legge &#8211; conclude &#8211; il risultato &egrave; chiaro&quot;.</p>
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		<title>Lazio, giovedì l&#8217;udienza per il ricorso al Tar di Sgarbi: &#8221;E violerò il silenzio elettorale&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 13:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia ed Estero]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#39; stata fissata per gioved&#236; 25 marzo l&#39;udienza per discutere il ricorso depositato questa mattina dalla lista &#39;Rete Liberal&#39; di Vittorio Sgarbi al Tar del Lazio dopo il &#39;no&#39; della Regione al rinvio delle elezioni regionali. &#34;Chiediamo la sospensiva &#8211; spiega all&#39;ADNKRONOS l&#39;avvocato Pietro Barone &#8211; perch&#233; viene impedito alla lista di Vittorio Sgarbi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" href="http://www.parmaoggi.it/wp-content/uploads/sgarbi2.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img alt="sgarbi2" class="alignleft size-full wp-image-7579" height="189" src="http://www.parmaoggi.it/wp-content/uploads/sgarbi2.jpg" style="width: 223px; height: 181px" title="sgarbi2" width="221" /></a>E&#39; stata fissata per gioved&igrave; 25 marzo l&#39;udienza per discutere il ricorso depositato questa mattina dalla lista &#39;Rete Liberal&#39; di Vittorio Sgarbi al Tar del Lazio dopo il &#39;no&#39; della Regione al rinvio delle elezioni regionali.<br />
	&quot;Chiediamo la sospensiva &#8211; spiega all&#39;ADNKRONOS l&#39;avvocato Pietro Barone &#8211; perch&eacute; viene impedito alla lista di Vittorio Sgarbi di poter usufruire dello stesso tempo che hanno avuto le altre liste in campo per la competizione elettorale&#39;&#39;. Inoltre &#39;&#39;ho dato mandato inoltre ai delegati per verificare se nei manifesti affissi risulta la presenza della Lista Sgarbi nel rispetto dei sei giorni previsti nel decreto legge&quot;.<br />
	&#39;&#39;Nel nostro ricorso &#8211; spiegano nel dettaglio Diego Volpe Pasini, portavoce dell&#39;area politoco-elettorale di Vittorio Sgarbi e Roberto Amiconi, portavoce e candidato al Consiglio regionale del Lazio per Rete Liberal-Sgarbi &#8211; abbiamo chiesto lo spostamento della data in via cautelare e di urgenza attraverso la sospensiva dell&#39;efficacia del contenuto dell&#39;atto con cui Montino ci nega il diritto ad una campagna elettorale ad &#39;armi pari&#39; ma , in via subordinata, abbiamo anche chiesto l&#39;annullamento delle elezioni laddove la decisione nel merito dovesse giungere dopo lo svolgimento delle stesse ed in assenza del giusto spostamento&quot;. <br />
	Date le circostanze, Sgarbi annuncia che non rispetter&agrave; il silenzio elettorale. &#39;&#39;Perch&eacute; la lista Liberal Sgarbi non ha diritto allo stesso tempo e alle stesse condizioni delle altre liste che corrono alle Regionali? Perch&eacute; le tribune elettorali non mi hanno ancora chiamato? Chi mi risarcisce del tempo perduto e del danno innegabilmente subito a causa della mancata visibilit&agrave;? &#8211; si chiede Sgarbi &#8211; Per &#39;recuperare&#39; simbolicamente, comunico sin d&#39;ora che non rispetter&ograve; il giorno di silenzio elettorale il giorno 27 marzo. Contro la doppia censura di cui la lista Liberal Sgarbi &egrave; stata vittima. Cos&igrave; almeno parleranno del fatto che la Lista Liberal-Sgarbi c&#39;&egrave;&#39;&#39;.</p>
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		<title>Università: professori a 70 anni, non siamo da rottamare</title>
		<link>http://www.parmaoggi.it/2010/03/10/universita-professori-a-70-anni-non-siamo-da-rottamare/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:25:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti in pensione a 70 anni: &#232; questo l&#8217;orientamento assunto dall&#8217;Universit&#224; di Parma per il proprio personale docente. Un orientamento che deve fare i conti con i tagli imposti ai bilanci degli atenei &#8211; e un professore all&#8217;apice della carriera costa almeno 150mila euro all&#8217;anno &#8211; ma che non incontra il favore dei pi&#249; anziani. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" href="http://www.parmaoggi.it/wp-content/uploads/Universita_Italiana1.jpg" onclick="return vz.expand(this)"><img align="left" alt="" class="alignleft size-full wp-image-5704" src="http://www.parmaoggi.it/wp-content/uploads/Universita_Italiana1.jpg" style="width: 323px; height: 257px;" title="Universita_Italiana" /></a>Tutti in pensione a 70 anni: &egrave; questo l&rsquo;orientamento assunto dall&rsquo;Universit&agrave; di Parma per il proprio personale docente. Un orientamento che deve fare i conti con i tagli imposti ai bilanci degli atenei &ndash; e un professore all&rsquo;apice della carriera costa almeno 150mila euro all&rsquo;anno &#8211; ma che non incontra il favore dei pi&ugrave; anziani. Qualcuno ha accettato il titolo di &ldquo;professore emerito&rdquo; rinunciando a finanziamenti e insegnamento (una quarantina nel nostro ateneo), altri sono tornati al primo gradino della scala accademica appoggiandosi a contratti del tutto gratuiti come &ldquo;cultore della materia&rdquo; o &ldquo;frequentatore&rdquo; con ufficio condiviso. Qualcun&rsquo;altro, invece, si &egrave; rivolto alla giustizia amministrativa per avere risposte. <br />
	E&#39; il caso di due luminari della Facolt&agrave; di Medicina e Chirurgia come <strong><em>Roberto Delsignore</em></strong> e <strong><em>Giulio Bevilacqua</em></strong>. Entrambi pensionati che contavano sui due anni di bonus per arrivare ai 72 prima di ritirarsi a vita privata, ma il Tar ha accolto il loro ricorso e li ha rimessi in cattedra. &laquo;Non si pu&ograve; fare di tutta l&rsquo;erba un fascio&raquo;, cos&igrave; commenta la sentenza Giulio Bevilacqua che ha in pista un master internazionale con il Sudamerica, un concorso ad Ancona e i suoi bambini da curare. &laquo;Siamo in un periodo in cui le scelte sono dettate da esigenze economiche ma occorre valutare se le persone hanno ancora qualcosa da dare all&rsquo;Universit&agrave;. Gli americani consentono di dosare impegno e, naturalmente, stipendio&raquo;. Ma qui non siamo in America. In Italia chi &egrave; fuori &egrave; fuori, niente pi&ugrave; incarichi accademici n&eacute; progetti di ricerca, niente pi&ugrave; insegnamento n&eacute; risorse. E non esistono contratti dignitosi di &ldquo;ripescaggio&rdquo;. <br />
	&laquo;Un limite ci deve essere &ndash; sostiene Roberto Delsignore &ndash; ma questo limite deve essere stabilito e conosciuto, non cambiato in corso d&rsquo;opera. Se mi viene concessa la proroga non posso scoprire ad aprile che devo lasciare ad ottobre&raquo;. Quello che sottolinea Delsignore &egrave; la confusione di regole: i docenti arrivano a 70 anni per prolungare a 72 e arrivare a 75, i ricercatori si fermano a 65 mentre i primari ospedalieri contano sul tetto dei 67 anni ma ancora per poco. </p>
<p>E&#39; un alibi, per Bevilacqua, anche la litania che il loro &ldquo;attaccamento alla poltrona&rdquo; impedirebbe ai giovani ricercatori di entrare nell&rsquo;olimpo. &laquo;Siamo come i capponi di Renzo, ci becchiamo tra di noi, ma nel giro di pochi anni l&rsquo;80% degli ordinari di medicina andr&agrave; in pensione e non verr&agrave; rimpiazzato da nessuno&raquo;. <br />
	Sono gli automatismi che andrebbero scardinati : &laquo;In America (e si torna sempre l&igrave;, ndr) il professore assume i ricercatori che ritiene meritevoli e risponde del suo e del loro lavoro davanti al cda dell&rsquo;universit&agrave;. Se non lavora fa le valige&raquo;. In Italia le valige non le fa nessuno. Dopo i due anni aggiuntivi &egrave; possibile puntare al &ldquo;fuori ruolo&rdquo; quindi ad altri tre. Li aveva chiesti Giacomo Rizzolatti ma qui siamo tra i fuoriserie della ricerca internazionale.</p>
<p>Passaggi sempre pi&ugrave; stretti per chi vorrebbe salire di grado: &laquo;Come principio &egrave; bene che ci sia un ricambio, che raggiunti i limiti di et&agrave; un professore lasci spazio ai giovani&raquo;, sostiene la rappresentante dei ricercatori che siede nel cda dell&rsquo;Ateneo Laura Roman&ograve;. Casi personali a parte, i professori rischiano di apparire &ldquo;una razza protetta&rdquo; che non vuole staccarsi dal prestigio e dal potere che lo status conferisce. E non solo per colpa loro. &laquo;Se le universit&agrave; fossero organizzate meglio per didattica e ricerca le competenze potrebbero essere sfruttare a pieno. Invece gli unici strumenti, oltre all&rsquo;assunzione, sono contratti gratuiti e non dignitosi&raquo;, spiega Ovidio Bussolati arrivato al grado di associato (patologia generale il suo istituto) a 43 anni, in perfetta media italiana. All&rsquo;estero per&ograve;, ci ricorda, si diventa ricercatori a 27/28 anni, associati a 35 per cogliere i frutti a 45 con la cattedra di ordinario. Decisamente un altro pianeta.</p>
<p><em><strong>p.br.<br />
	</strong></em></p>
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		<title>Guarneri (Altra Politica) interviene sul ricorso al Tar di venti imprese edili</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 17:51:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[guarneri]]></category>
		<category><![CDATA[manfredi]]></category>
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		<description><![CDATA[&#34;A fronte della notizia del ricorso presentato da venti imprese edili di Parma contro il &#8220;contributo perequativo&#8221; alla citt&#224; pubblica,&#160; la risposta dell&#8217;assessore all&#8217;urbanistica Manfredi alle osservazioni delle opposizioni &#232; stata che il meccanismo perequativo applicato dalla Giunta &#232; previsto dalla legge regionale e che il comportamento della minoranza, &#232; &#8220;stucchevole&#8221; e contrario a &#8220;un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&quot;A fronte della notizia del ricorso presentato da venti imprese edili di Parma contro il &ldquo;contributo perequativo&rdquo; alla citt&agrave; pubblica,&nbsp; la risposta dell&rsquo;assessore all&rsquo;urbanistica Manfredi alle osservazioni delle opposizioni &egrave; stata che il meccanismo perequativo applicato dalla Giunta &egrave; previsto dalla legge regionale e che il comportamento della minoranza, &egrave; &ldquo;stucchevole&rdquo; e contrario a &ldquo;un sistema che favorisce il miglioramento della citt&agrave; pubblica attraverso, ad esempio, l&rsquo;acquisizione di aree verdi e la realizzazione di infrastrutture pubbliche&rdquo;. Come a dire: la minoranza bieca e un poco tonta, pur di essere contro, non sarebbe neanche in grado di leggere le norme e di riconoscere qual &egrave; il bene per la citt&agrave;. </p>
<p>	Il punto su cui l&rsquo;Amministrazione &egrave; chiamata politicamente a rispondere&nbsp; &egrave; relativo alle modalit&agrave; con le quali ha&nbsp; deciso di applicare il meccanismo perequativo previsto dalla Legge regionale: sia per quanto riguarda l&rsquo;entit&agrave; degli oneri richiesti, sia&nbsp; per quello che concerne la decisione&nbsp; di inserire nel Piano Operativo Comunale per l&rsquo;anno 2010 un numero enorme di aree tra quelle previste nel&nbsp; Piano Strutturale Comunale, lo strumento che regola la programmazione urbanistica cittadina di medio-lungo periodo. Per farla breve: ci&ograve; che era stato programmato di costruire in un lasso di tempo di 10/20 anni si &egrave; deciso di immetterlo sul mercato tutto in una volta e, per di pi&ugrave;, proprio in un momento in cui il mercato dell&rsquo;edilizia &egrave; particolarmente in difficolt&agrave;. Questo ha risposto unicamente al motivo di fare cassa, tanto che l&rsquo;entrata prevista a bilancio &egrave; di circa 29 milioni di euro. Ma se quei soldi non entrassero, o se&nbsp; il TAR riconoscesse le ragioni dei ricorrenti e si dovessero ridurre le entrate, che succederebbe alle casse comunali, che ad onta delle tante rassicurazioni, sono tutt&rsquo;altro che in floride condizioni? E soprattutto, &egrave; davvero pensabile, anche qualora il giudizio del TAR fosse favorevole al Comune, che in questa fase economica tutte le imprese edili possano sobbarcarsi quegli oneri, o non &egrave; vero forse che potrebbero farlo solo in poche, concentrandosi cos&igrave; le aree solo nelle mani di qualcuno? La legge regionale parla s&igrave; di oneri perequativi, ma chiarisce che l&rsquo;applicazione di questi nell&#39;ambito di specifici accordi non deve creare danno a terzi&nbsp; e come potr&agrave; essere rispettata la legge se nei fatti l&rsquo;Amministrazione avr&agrave; messo solo alcuni nelle condizioni di intervenire? E chi pagher&agrave; i maggiori costi delle costruzioni se non i cittadini quando cercheranno di acquistare casa? Quanto all&rsquo;acquisizione di aree verdi con i proventi della perequazione chiederei all&#39;assessore che per il futuro non abbia a ripetersi una proposta come quella formulata qualche tempo fa dalla Giunta: acquistare il Parco Ferrari, un&rsquo;area statale gi&agrave; di uso pubblico e gi&agrave; vincolata e usata come verde pubblico. Se non fosse stato per le tanto vituperate opposizioni alcuni milioni di euro sarebbero usciti dalle casse comunali per un&rsquo;area gi&agrave; di fatto nostra. Speriamo&nbsp; per il futuro che&nbsp; l&rsquo;Amministrazione sappia almeno scegliere meglio le opere da fare&quot;.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;</p>
<p>	<em>Maria Teresa Guarnieri<br />
	Altra Politica</em><br />
	&nbsp;</p>
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